Come tutti coloro che scrivono in questa lettera aperta, anch'io faccio parte della categoria di persone che spende "inutilmente" per il proprio cane. Comprare cappottini, vestitini, collari e collanine per il mio cagnolino mi rende felice come quando faccio acquisti per il mio bambino. C'è una cosa da dire prima di tutto: chi non ha mai avuto un cane da compagnia trova ridicolo tutto ciò ed io in passato ero una di quelle persone che la pensavano come la signora di Treviso. Dico giustamente che pensavo così, perché mai mi sono permessa di giudicare a voce alta per buona educazione e perché penso che ognuno faccia ciò che è giusto per sè. Poi ho avuto in regalo il mio Milo in un periodo difficile della mia vita e lui è stato (ed è tuttora) l'amico migliore del mondo. E da lì ho cominciato a capire i comportamenti di quelle persone che adorano il proprio animale come un figlio e acquistano cose apparentemente superflue per lui. Io ora ho due bambini: il mio Milo e il mio Samuele e acquisto per entrambi con la stessa gioia nonostante abbia mutuo e bollette da pagare ogni mese ed io e mio marito siamo semplici impiegati.
In questa mia lettera non voglio affatto gudicare la Chiesa, il suo operato e il suo pensiero; vorrei solo rispondere alla signora di Treviso dicendo che proverei una gioia immensa nel portare pane, dolci e quant'altro ai bambini che muoiono di fame. Sottolineo portare, visto che in questo mondo non si sa mai dove vadano a finire le cose date in carità . Se fossi sicura al 100% che ciò che io ho donato ai poveri andasse veramente a finire nelle loro tasche, allora sarei lieta di dare ogni mese il 10% del mio stipendio a chi ne ha veramente bisogno. Ma dovrei partire ogni mese io stessa per i paesi bisognosi a portare il mio contributo per essere sicura al 100% che vada nelle mani giuste.
Quando compro cappottini da 50 euro o spendo 2 euro per una scatoletta di carne, sono certa che quella cosa andrà al mio Milo e a nessun'altro e la cosa mi rende assolutamente felice.
Sono certa che la Signora di Treviso avrà qualcosa di superfluo in casa sua: un bracciale d'oro, una collana preziosa, un paio di scarpe messe una volta soltanto... sono cose che io non ho perché ritengo superflue. Ho solo la fede del matrimonio in oro, tutto il resto è bigiotteria; acquisto solo scarpe che indosso sicuramente, vestiti che sono certa che porterò...
In sostanza: il superfluo è soggettivo per cui mai giudicare.
Laura, Vicenza.







