- Che cos'è?
Il microchip ISO, detto anche trasponder, è costituito da una capsula iniettabile di vetro biocompatibile. Essa contiene un chip su cui è impresso un codice a 15 cifre.
Il microchip non attivato è completamente inerte e non emette alcun tipo di onda.
La superficie esterna della capsula è trattata con microsolchi per facilitare l'ancoraggio nei tessuti sottocutanei ed impedirne la migrazione.
Il microchip ha una dimensione esterna di circa 11mm di lunghezza e di 2mm di diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una particolare siringa o altro iniettore che, per ottemperare alle basilari norme di igiene, è sterile e monouso.
Il microchip impiantato accompagnerà il cane per tutta la vita.
L'ago contenente il microchip è incapsulato in un involucro sterile da aprire immediatamente prima dell'uso .La confezione riporta una data di scadenza che si riferisce alla sterilità dell'involucro. Per accertarne il funzionamento è consigliabile un periodico controllo tramite un lettore.
Perchè identificare?
Se l'animale identificato con microchip viene smarrito o rubato, può essere rintracciato facilmente grazie alle banche dati nelle quali lo stesso animale è registrato.
Il sistema di identificazione elettronica è un deterrente per chi intende liberarsi del proprio animale.
Identificazione del cane
La vecchia metodologia d'identificazione del cane si avvaleva del "tatuaggio" che comportava molti disagi:
a) necessità di una sedazione od anestesia;
b) difficoltà di lettura dei dati tatuati;
c) scolorimento dell'Inchiostro;
d) enorme diversificazione di sigle tatuate:
Per ovviare alle suddette problematiche, gli enti competenti hanno trovato risposte positive dell'utilizzo del trasponder (microchip)
Il codice del microchip
Le prime tre cifre del codice identificano la ditta produttrice, seguono delle cifre "random" (sequenza casuale) a completamento del codice.
Sede del microchip
In Europa il microchip viene impiantato nel sottocute della porzione media sinistra del collo
Dal tatuaggio al microchip
La coesistenza tra persone e cani nelle città comporta che vengano regolati gli aspetti più importanti del loro rapporto:
da quello più strettamente sanitario alla divisione degli spazi pubblici.
In questa prospettiva l'anagrafe canina è fondamentale nello sforzo da realizzare l'armonica convivenza urbana tra uomo e cane,essendo strumentale al monitoraggio della popolazione canina e al controllo del randagismo.
Quando nasce l'anagrafe canina?
A livello nazionale entra in vigore con la legge del 1991 in materia di prevenzione del randagismo.
La legge ha imposto a tutte le regioni italiane di istituire l'anagrafe canina presso i Comuni o le Asl.
Inizialmente per le procedure d'iscrizione viene utilizzato soprattutto il metodo demografico.
Si tratta dell'impressione mediante tatuaggio, generalmente sul piatto dell'interno coscia del cane,di un codice identificativo e dell'assegnazione di una scheda cartacea con la descrizione del cane.
Successivamente, le cose sono cambiate.
Il metodo oggi utilizzato consiste nell'inoculazione sottocutanea di un microchip che serve per identificare "fisicamente" il cane, che a sua volta è registrato a livello informatico ed immesso in una rete di banche dati articolate su diversi livelli territoriali che interagiscono con l'apparato tecnologico di natura elettronica.
Ciò è reso possibile dall'esistenza in ogni Regione di una banca dati regionale,accesibile da chiunque ma modificabile solo dalle Asl.
A sua volta,la banca dati regionale si articola in sezioni locali e contenenti informazioni molto più dettagliate (razza, taglia, mantello) e alla rintracciabilità del suo proprietario.
A livello centrale è stata istituita presso il Ministero della salute una banca dati nazionale che raccoglie elenchi dei codici ottenuti dalle varie anagrafi del territorio italiano.
Vantaggi del metodo elettronico:
- il microchip è inalterabile
- la gestione dell'anagrafe mediante l'uso dell'informatica consente una più sicura conservazione dei dati ed una più veloce consultazione
Nel 2003 in sede di Conferenza Stato-regioni viene imposto il microchip come unico sistema ufficiale di identificazione dei cani.




il microchip è molto più piccolo della moneta di 1 centesimo, quindi non spaventatevi!
Vantaggi & Svantaggi
Le case farmaceutiche produttrici di microchip sono sicuramente le prime a beneficiare della nuova legge ma bisogna considerare che:
- l'applicazione del tatuaggio poteva essere dolorosa e pertanto spesso non veniva applicato ai cani anziani per i rischi connessi ad una eventuale anestesia
- il tatuaggio col tempo poteva sbiadire (e quindi era necessario tatuare nuovamente l'animale)
- il tatuaggio era applicato in parti difficilmente controllabili (interno coscia destra... Quante volte avete provato a controllare se, nonostante il pelo fitto e gli anni passati, il tatuaggio del vostro Fido era ancora leggibile?)
- la codifica del tatuaggio e la sua registrazione variavano di regione in regione
Così si è ritenuto doveroso passare ad un sistema di identificazione elettronica univoco e per legge DEVONO essere microchippati TUTTI i cani residenti nelle regioni italiane dove si usa questo sistema di identificazione. Indifferentemente che si usi il microchip o il tatuaggio TUTTI i cani DEVONO comunque essere registrati all'Anagrafe Canina (che è l'unico organo deputato per legge a registrare e gestire i dati) del luogo di residenza, entro 30 giorni dalla nascita o da quando se ne viene in possesso. Anche l'ENCI (Ente Nazionale Cinofilo Italiano) ora usa il microchip (e solo microchip ufficiali cioè quelli forniti dai Comuni o dalle ASL) come unica identificazione per i cani iscritti ai Libri Genealogici.
Unica eccezione fanno i cani contrassegnati con un tatuaggio ancora perfettamente leggibile. Possono rimanere senza microchip fintanto che il tatuaggio non presenta primi segni di illeggibilità .
A seconda della regione è inoltre possibile far mettere il microchip al cane anche se il tatuaggio risulta ancora leggibile. Ovvio che chi vuol veramente bene al suo cane lo fa microchippare anche se ha il tatuaggio leggibile. Prevenire è sicuramente meglio che... doversi rivolgere anche a noi!
E vanno "chippati" proprio tutti, anche i cagnetti, anche quelli piccoli, piccoli - quelli che stanno sempre in casa, quelli che poi inevitabilmente scappano per una porta lasciata socchiusa (e non avete idea di quante volte succeda - ma se siete a leggere qui, probabilmente sarà già troppo tardi...).
È buona norma verificare che dopo l'applicazione del microchip, il codice (controllate meticolosamente TUTTA la sequenza di 15 numeri) sia anche regolarmente e correttamente inserito nella banca dati della vostra Anagrafe Canina. Per esperienza consigliamo VIVAMENTE di andare direttamente all'ufficio competente e verificare DI PERSONA l'avvenuta registrazione, così come di verificare via internet il corretto inserimento nelle banche dati elettroniche delle Anagrafi Canine (dove sarà comunque solo visibile la sequenza dei numeri del microchip del vostro cane ma NON i vostri dati personali).
Purtroppo sono stati infatti commessi errori nel caricamento dei dati presso alcune Anagrafi Canine e una azienda produttrice di microchip in particolare non collabora assolutamente (a differenza di altre) nel fornire informazioni preziose per la risoluzione di casi che purtroppo continuano a ripetersi. In sostanza succede che sono stati ritrovati cani con tanto di microchip ma il cui codice non è registrato in nessuna banca dati e che per questo motivo languono da mesi in un canile perché non si riesce a risalire al proprietario.
Purtroppo è anche capitato che veterinari non adeguatamente preparati abbiano iniettato il microchip, invece, in parti diverse da quella scelta internazionalmente per convenzione. Così, invece di impiantare il transponder là dove tutti lo cercherebbero, ossia nella parte sinistra della nuca dell’animale, in alcuni cani il chip è stato iniettato nella coscia... vanificando così la possibilità di identificare immediatamente l'animale, soprattutto se si tratta di cani di grande taglia.
Non tutti gli operatori dei canili conoscono infatti la corretta procedura (ossia di controllare meticolosamente TUTTO l’animale con il lettore) e purtroppo succede che anche così in canile finiscano e rimangano cani che potrebbero essere invece immediatamente identificati. Il microchip emette un segnale debolissimo, facilissimamente rilevabile su cani di taglia piccola ma non sempre immediatamente riscontrabile su cani di taglia grande se la lettura avviene a una distanza maggiore di pochi centimetri (comunque sempre meno di dieci)!
Inoltre c’è da tenere presente che il microchip può spostarsi e sono già stati segnalati numerosi casi in cui il transponder risultava essere "scivolato" in zone diverse del corpo, tipo petto o ventre.
A tutto questo bisogna aggiungere che sia il microchip che il tatuaggio possono essere tolti, indifferentemente da DOVE siano stati applicati (e quindi è doppiamente INUTILE iniettare il microchip nella coscia di un cane perché chi vuole rendere non identificabile un animale sa benissimo come farlo!
Naturalmente si parla della malavita organizzata o di persone che hanno deciso di disfarsi del proprio cane asportando il microchip/tatuaggio e abbandonandolo a se stesso o che hanno rubato cani altrui.
A cosa serve un microchip?
Il codice di identificazione abbinato al nome di una persona e se correttamente depositato nell’Anagrafe Canina di residenza, costituisce un vero e proprio titolo di proprietà . Quel codice dice che voi siete la famiglia del vostro cane e che l'animale vi appartiene. Questo significa che nei confronti del componente animale della vostra famiglia avete sia dei diritti che dei doveri! Ovvio che, qualora il microchip vi venisse consegnato direttamente dall’Anagrafe Canina, va poi anche iniettato e non messo nel cassetto...
Se avete invece smarrito un cane dovete per legge denunciare lo smarrimento (valido solo in forma scritta e solo se presentato presso l'Anagrafe Canina) rispettando il termine di legge. In Emilia Romagna, per esempio, la denuncia va fatta entro il terzo giorno dalla scomparsa. Chi non osserva questa procedura rischia una sanzione per mancata denuncia di smarrimento oltre ad una sanzione per "abbandono" se il cane venisse ritrovato, non importa se vivo o morto. Stando a nuove leggi, la denuncia va fatta ANCHE a Vigili/Carabinieri quando invece di uno smarrimento, l’animale vi è stato rubato. La denuncia è valida solo se avviene in forma scritta e le Forze dell’Ordine non si possono rifiutare di accettare la denuncia. Se non vi viene rilasciata un copia SCRITTA ma avete solo lasciato detto, è come se non aveste fatto nulla.
È vostro dovere e diritto pretendere quindi una copia della denuncia che dovete serbare con cura!
In caso di ritrovamento da parte di terzi e solo se avete esposto regolare denuncia di smarrimento, avete tutti i titoli necessari per provare davanti alla legge che il cane è vostro e che lo avete solo smarrito e non abbandonato. Qualora l’animale fosse infatti già stato temporaneamente o definitivamente dato in affido ad una nuova famiglia, avete infatti solo così il diritto di pretendere la restituzione dell’animale indifferentemente che siano già trascorsi o meno i 60 giorni previsti dalla legge. Questo e’ infatti il lasso di tempo previsto che deve trascorrere, dalla data del ritrovamento e prima che il cane possa venire affidato in via definitiva a qualcuno.
Se doveste cedere il cane ad altre persone, basta recarsi insieme all'Anagrafe Canina e firmare il documento di cessione con il quale la nuova famiglia diviene proprietaria a pieno titolo dell'animale.
Chi invece trova un animale anche non provvisto di microchip e lo trattiene, non segnalando il ritrovamento all'Anagrafe Canina, commette un furto! Perseguibile e sanzionabile per legge!
Cosa NON può fare un microchip
Non è possibile utilizzare il microchip per localizzare a grandi distanze un animale smarrito. Non è proprio fattibile dal punto di vista tecnico.
Pensate a quanto deve essere grande anche il più piccolo dei cellulari per essere localizzato da un satellite...
Difetti in fase di miglioramento (si spera...)
Attualmente, come in tutte le innovazioni, purtroppo NON esiste una banca dati nazionale, ossia non esiste una Anagrafe Canina centralizzata. Alcune Regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto) si stanno organizzando a tal proposito ed esistono così solo banche dati regionali. Ma almeno è un inizio...
In questa sede vorremmo esprimere infine anche un parere in risposta a tutti coloro che si chiedono se il microchip è da ritenersi un mezzo insicuro, invasivo o addirittura dannoso per la salute degli animali.
La tecnica di identificazione elettronica, prima di essere utilizzata per gli animali d’affezione, è stata e viene tutt’ora usata per identificare gli animali “da reddito†(cavalli, mucche ecc.). E’ proprio grazie a questa ormai decennale esperienza che si è passati a questo tipo di riconoscimento anche per cani, gatti & co. Nonostante i difetti (praticamente quasi solo di natura tecnica, perché riconducibili all’errore umano o a rari casi di formazione di cisti) ad oggi si è rivelato il sistema migliore, sicuramente preferibile al tatuaggio o alla scelta, da incoscienti, di non identificare per nulla il proprio animale.
Un ulteriore limite è dato dalle leggi attuali che prevedono l'obbligo di microchippare solo i cani, mentre sarebbe più che opportuno istituire una banca dati elettronica per tutti gli animali d'affezione. Ma se tutti i proprietari di animaletti (dai gatti a furetti & co.) esprimessero pubblicamente la necessità sentita di istituire una tale banca dati, sicuramente si arriverebbe prima all'agognato traguardo.
Domande e risposte
1. Se ho un cane che cosa devo fare per iscriverlo all’anagrafe canina?
Ogni Regione può avere delle procedure leggermente diverse. E’ bene dunque rivolgersi ai servizi veterinari delle ASL competenti sul territorio o ad un ambulatorio veterinario. Comunque l’anagrafe è un registro di tutti i cani identificati con tatuaggio o microchip nel quale sono riportate anche le generalità del proprietario.
2. A chi devo rivolgermi se trovo un cane?
E’ bene segnalare il ritrovamento alla Polizia Municipale, attenendosi alle istruzioni dalla stessa fornite.
3. Come faccio a sapere che un cane ha il microchip?
Per confermare la presenza di tale dispositivo è necessario lo specifico lettore che è in dotazione presso i servizi veterinari delle ASL oppure presso molti ambulatori veterinari.
4. Che cos’è un microchip?
Il microchip è un piccolo dispositivo elettronico innocuo, di forma cilindrica di 11 millimetri di lunghezza e 2 millimetri di diametro, rivestito di materiale biocompatibile, che viene iniettato sotto la cute del cane con una speciale siringa sterile monouso, al suo interno contiene un codice numerico che identifica inequivocabilmente il cane stesso.
5. Quanto dura la carica del microchip?
Il microchip non ha carica, il circuito è attivato dal campo elettrico del lettore che è in grado di rilevare il numero al suo interno (il codice a quindici cifre).
6. I microchip sono tutti uguali?
La fabbricazione segue standard definiti da norme internazionali: qualsiasi sia il produttore, i microchip sono costruiti in modo analogo e non c’è il rischio che due microchip abbiano lo stesso numero quindi non ci può essere sovrapposizione dei codici.
7. Dove viene iniettato il microchip?
Viene iniettato nel sottocute della porzione media sinistra del collo, dietro l’ orecchio sinistro.
8. E’ vero che il mio cane deve avere il passaporto?
Dal 1° ottobre 2004 tutti i cani, gatti e furetti che viaggiano al seguito dei proprietari in ambito comunitario ed in provenienza da Paesi Terzi debbono essere muniti di passaporto ai sensi del Regolamento CE 998/2003.
9. Come devo fare per avere il passaporto?
Devi identificare il cane con un microchip, iscriverlo all’anagrafe canina, sottoporre il cane a vaccinazione antirabbica e rivolgerti alla ASL competente sul territorio.
10. E se il cane è cucciolo?
Può essere autorizzata la movimentazione in ambito comunitario dei cani, gatti e furetti di età inferiore ai tre mesi, non vaccinati, purchè muniti di passaporto e abbiano soggiornato dalla nascita nel luogo in cui sono nati, senza entrare in contatto con animali selvatici che possono rappresentare una fonte d’infezione per la rabbia o purchè siano accompagnati dalla madre da cui sono ancora dipendenti.
11. Se conosco il microchip di un cane che ho trovato, cosa posso fare?
Collegarmi immediatamente, tramite internet, al sito del Ministero della Salute , aprire le pagine dedicate all’anagrafe canina e nell’apposito spazio digitare le 15 cifre del numero identificativo del microchip. Appariranno i riferimenti che si debbono utilizzare per ritrovare il proprietario del cane.
12. Esiste solo il microchip come metodo identificativo per i cani?
No, esiste anche il tatuaggio ma solo per i cani iscritti all’anagrafe prima del 1° gennaio 2005, data in cui il microchip è diventato l’unico sistema identificativo nazionale.
13. Il tatuaggio dove veniva praticato?
All’interno della coscia destra. Era una pratica che comportava non pochi problemi: lo scolorimento progressivo delle sigle tatuate, la presenza di peli che ostacolano la lettura e la necessità di sedare o a volte addirittura anestetizzare il cane per tatuarlo. Il codice del tatuaggio di anagrafe canina si compone di solito del codice comunale, le due ultime cifre del codice ISTAT, la sigla provinciale ed un numero progressivo in genere a quattro cifre. Il codice del microchip, per lo standard europeo invece è una sequenza di 15 numeri.
14. Il mio cane, iscritto da tempo all’anagrafe canina è identificato con tatuaggio, lo devo identificare anche con il microchip?Se il tatuaggio è ben leggibile non c’è questa necessità .
15. Che differenza c’è tra i codici di tatuaggio di anagrafe canina ed i codici dell’allevamento?
Il codice di allevamento, che ovviamente è apposto sui cani di razza, in genere è localizzato sull’orecchio sinistro ed è strutturato con l’ultima cifra dell’anno in corso, la sigla provinciale ed un numero progressivo in genere a tre cifre. La sigla provinciale può essere sostituita da un acronimo a tre cifre, che indica l’allevamento di provenienza.
16. Se leggo un tatuaggio posso ricercarlo con gli stessi metodi che uso con il microchip?
Certamente si, ma la ricerca è sempre meglio farla in parallelo, nel senso che è sempre bene verificare comunque la presenza del microchip. E’ da sottolineare tuttavia che il tatuaggio fornisce immediatamente alla lettura la sigla della provincia di appartenenza del cane.
17. E’ sempre possibile risalire al proprietario di un cane che si è perduto?
Purtroppo no, perché il cane potrebbe non avere il microchip, oppure anche avendolo potrebbe non essere stato registrato in una anagrafe. Potrebbe anche essersi perso in una Regione diversa da quella in cui è stato iscritto e quest’ultima potrebbe non aver ancora conferito i suoi dati nella banca nazionale, cosicché l’unica possibilità è cercare pazientemente all’interno delle banche dati di tutte le Regioni! Ci sono buone possibilità che presto tutte le Regioni siano in grado sia di completare le registrazioni dei cani nelle varie anagrafi, sia di scaricare i propri dati nella banca nazionale attivando anche un aggiornamento automatico. In questo modo tutti potranno accedere alle informazioni indispensabili per ritrovare il proprio beniamino.
Fonte:
http://www.anagrafecanina.com
http://www.animalipersieritrovati.org/microchip.htm
http://www.identyfikacja.pl




















