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I CANI DELL’EST
di Valeria Rossi - tratto da "Ti presento il cane"


Molta gente ancora non ha capito cosa si nasconde dietro al traffico di cuccioli dall’Est europeo, ovvero dei cuccioli commercializzati dalla stragrande maggioranza dei negozi e dei cosiddetti “puppy millsâ€, ovvero sedicenti allevamenti che si pubblicizzano con frasi come “Dieci (o venti, trenta…) bellissime razze! Spedizioni in tutta Italia, isole comprese!â€â€¦come se i cuccioli fossero armadietti per la cucina.
Ma che c’è di sbagliato, in fondo, in questi cuccioletti di provenienza ungherese o rumena, che appaiono tanto carini e che (secondo la vox populi, perché la realtà è un po’ diversa) costano meno di un cane di allevamento?
Forse i cani di allevamento sono un po’ più belli…ma se non si è intenzionati a fare esposizioni, cosa importa se un’orecchia è un po’ più lunga, o se il pelo è un po’ meno soffice?
Altra obiezione “classicaâ€: ma andiamo,il cucciolo è un cucciolo, punto e basta! Cosa sono tutti questi problemi? La cosa più logica da fare quando si decide per l’acquisto è andare a cercare il posto: a) più comodo, b) più economico.
Partiamo allora da quest’ultimo punto, chiarendo subito che i cuccioli dell’Est non sono mai “a buon prezzo†come potrebbe sembrare a prima vista.
Infatti quel (poco) che si risparmia all’atto dell’acquisto verrà vanificato dalle spese veterinarie sostenute per rimettere in sesto un cane quasi sempre malato, spesso gravemente.
Ma è proprio vero che i cuccioli dell’Est sono quasi sempre malati?
Purtroppo sì, è vero. Ed è vero perché sono allevati “a basso costoâ€.
Ma questo non significa assolutamente che ci si sforza di venire incontro al cliente per fargli spendere meno!
Significa invece che:
a) i cuccioli nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perché i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori sono affetti non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati) a più non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie;
b) le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei mesi, senza alcun tempo di ripresa: non sono accudite amorevolmente dopo il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli;
c) per le madri si usa cibo a sua volta a basso costo, e quindi di bassa qualità , che debilita ancora di più le cagne. I cuccioli vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualità – e poi impacchettati e spediti, perché tenerli più a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i “cagnari†si guardano bene dal sostenere;
d) i cuccioli vengono “impacchettati e spediti†intorno ai 30-35 giorni di età , perché a 40 giorni (età in cui risultano più “appetibili†per il cliente) devono già essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare prima dei 50 giorni perché non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età , il sistema immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi i cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino;
e) i cuccioli, per arrivare in Italia dall’Ungheria o dagli altri Paesi sedi dei canifici, viaggiano per almeno due giorni (debilitati e senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento, stivati come galline in gabbiette non igienizzate che hanno visto passare altre migliaia di cuccioli…con i risultati che si possono facilmente intuire.
Perché, allora, i commercianti acquistano i cani dell’Est?
Perché gli allevatori di qualità , che selezionano con cura e amano i loro cuccioli come se fossero loro figli, ben difficilmente vendono ai negozi: infatti gli allevatori di qualità selezionano anche i clienti. Vogliono conoscerli, sapere chi sono, seguirli lungo tutto il cammino della vita del cucciolo. Questo non sarebbe possibile se i cuccioli venissero consegnati a un rivenditore.
In Italia, ovviamente, non ci sono solo allevatori di qualità (magari!)…ed esistono anche allevatori che rivendono ai negozi: ma il loro prezzo non è mai inferiore ai 250-300 euro.
I cani dell’Est costano circa 50 euro…e i conti sono presto fatti.
All’importatore-grossista, così come al rivenditore finale, non importa se qualche cucciolo muore e/o qualcun altro dev’essere sostituito: il risparmio è tale che possono mettere in conto un 50% di decessi senza che questo renda meno remunerativo l’affare…e infatti la percentuale di cuccioli dell’Est che non sopravvive all’importazione si aggira proprio intorno al 50%. Alcuni muoiono durante il viaggio…molti, purtroppo, nelle case dei nuovi proprietari.
Eppure i cuccioli in vetrina sembrano sempre in ottima forma! Come possono essere tutti malati?
Purtroppo possono, eccome.
Solo che, appena sbarcati in negozio, vengono immediatamente riempiti di gammaglobuline (e talvolta anche di eccitanti) per “mascherare†la situazione reale, che si manifesta sempre e solo dopo la vendita.
I cuccioli dell’Est vengono venduti solo in negozio?
No, purtroppo: anche molti sedicenti allevatori sono in realtà degli importatori.
In generale, tutte le strutture che garantiscono la “pronta consegna†di qualsiasi razza di cane sono altamente sospettabili.
Un altro mezzo di diffusione molto noto (e – cosa vergognosa! – addirittura promosso, recentemente, dal Tg5) sono le cosiddette “Fiere del cuccioloâ€, “Cucciolandie†e affini.
Se un cucciolo muore dopo pochi giorni dall’acquisto, non si dovrebbe avere diritto a un risarcimento?
Certo, la legge lo prevederebbe…ma i negozianti mettono – ovviamente – le mani avanti per tutelarsi.
Ecco alcuni tipici segni di fregatura in arrivo:
a) richiesta di denaro contante e rifiuto di assegni, bancomat, carta di credito;
b) richiesta di firmare una “garanzia†che, se letta attentamente, conterrà sempre assurdità quali la durata di 24-48 ore (pazzesco! Il tempo di incubazione delle più comuni malattie virali è di quindici giorni!), il divieto di far visitare il cucciolo da veterinario diverso da quello suggerito dal negoziante (sembra incredibile, ma abbiamo visto anche questa!) e/o altre postille varie che di fatto sollevano il venditore da qualsiasi responsabilità ;
c) la mancata consegna di scontrino fiscale per quanto riguarda il cucciolo: sullo scontrino troverete solo le voci relative al cibo, alle ciotole ecc.
Se un cliente la mette proprio giù dura, il negoziante solitamente sostituisce il cucciolo con un altro (sempre dell’Est, ovviamente!): sappiamo di un caso in cui è morto ANCHE il secondo cucciolo, per di più in una famiglia in cui era presente un bambino…e si può immaginare la sua felicità in tutto questo.
Comunque, in alcuni casi, è ancora possibile intentare una causa ed essere risarciti (anche se si è firmato un contratto-capestro).
Non intendiamo, da queste pagine, dare ulteriori armi ai negozianti disonesti e spiegare loro come difendersi meglio: quindi, se volete saperne di più, scrivete all’indirizzo della redazione o mandate una e-mail a canidellest@tipresentoilcane.com.
Vi metteremo in contatto con l’avvocato Simona Mosconi, che dopo essere stata a sua volta vittima di questo losco traffico (il suo west highland è vissuto solo dieci giorni) è riuscita a far sequestrare i cuccioli dell’Est venduti da un grande pet-shop di Milano ed è ancora sulla breccia, insieme alla nostra rivista, per proseguire questa battaglia.
Tutti i cani dell’Est europeo sono cuccioli di scarto?
Ovviamente no! Questo traffico riguarda solo i cosiddetti “canificiâ€, ovvero gli allevamenti “a basso costo†in cui si producono cuccioli badando solo alla quantità e non alla qualità .
In Ungheria, Romania e altri Paesi europei esistono anche ottimi allevamenti, che producono ottimi cuccioli…e NON li vendono ai negozi italiani, così come non lo fanno, per i motivi già visti, i migliori allevatori di casa nostra.
Quando si parla di “cuccioli dell’Est†ci si riferisce sempre e solo ai canifici: è importante (e corretto!) specificare che all’Est non ci sono solo canifici, ma è ancor più importante ricordare che i cuccioli che vengono importati e rivenduti da negozi e fiere sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE cuccioli di scarto.
Se il negoziante vi parla di cuccioli “figli di campioni ungheresiâ€, nove volte su dieci vi sta truffando! Chiedetegli la dimostrazione pratica di quanto sta affermando…e vedrete che succede.
Perché nessuno fa nulla per fermare questo traffico?
La risposta è davvero molto triste: perché E’ TUTTO LEGALE.
Cagnari, canifici e negozi si pubblicizzano impunemente dalle pagine di quotidiani, riviste e perfino riviste specializzate (per quanto ne sappiamo, “Ti presento il cane†è al momento l’UNICA rivista che rifiuta la pubblicità di importatori e rivenditori di cuccioli dell’Est), perché la legge italiana non si interessa del problema; i media non si interessano del problema; nessuno se ne interessa finché magari non acquista un cucciolo per i suoi bambini e il cucciolo muore.
E’ perfettamente legale importare cuccioli, purché in regola con le vaccinazioni: ma i libretti si falsificano senza problema, basta un veterinario complice.
E’ perfettamente legale (ed è VERGOGNOSO che lo sia) esporre i cuccioli in vetrina, a rotazione, così se uno solo di essi fosse malato è garantito che impesta anche tutti quelli che arriveranno dopo di lui (ma intanto ci sono la gammaglobuline!).
E’ perfettamente legale, sempre con la complicità di un veterinario, “dopare†letteralmente i cuccioli per farli sembrare vispi e allegri: basta che il veterinario dichiari che avevano bisogno della somministrazione di quei tali farmaci.
Purtroppo sì, è proprio così: i veterinari complici non solo esistono, ma sono anche numerosissimi.
E l’Ordine dei Veterinari, invece di cercarli uno ad uno e di radiarli ignominiosamente, si preoccupa di punire chi cerca di offrire un servizio sociale…come sta accadendo alla Mutua veterinaria di Torino, di cui parleremo nel prossimo numero.
Di cani dell’Est ho tentato personalmente di parlare ai media (innumerevoli e-mail, fax e lettere spedite a Maurizio Costanzo, Striscia la Notizia e altri): non ho mai avuto nessuna risposta.
Stessa sorte per molte altre persone che conosco, dall’animalista sfegatato al semplice cinofilo a cui è morto il cucciolo tra le braccia.
Certo, in questo traffico sono implicate troppe realtà : negozi, allevatori, veterinari, lo stesso ENCI (che voltura i pedigree ungheresi senza fiatare, dando ai cani dell’Est – o almeno a quelli sopravissuti - un pedigree italiano e la possibilità di riprodursi)…e ovviamente lo Stato italiano, che permette le importazioni senza sufficienti accertamenti.
Andare a mettere il dito nella piaga rischia di sollevare un vespaio non indifferente…e forse per questo, TUTTO TACE.
Tutti i negozi vendono sempre e solo cani dell’Est?
No, non tutti: anche se purtroppo si tratta della stragrande maggioranza.
Però ci sono anche negozianti-allevatori che vendono i propri cuccioli, talora di ottimo livello.
Come faccio a capire se il negoziante vuole vendermi un cucciolo-truffa?
E’ molto semplice. Basta:
a) chiedere la provenienza esatta del cucciolo e farsela mettere per iscritto.
Ricordiamo che i venditori senza scrupoli cercheranno sempre di far leva sui nostri sentimenti, facendoci sentire addirittura dei disgraziati se facciamo domande precise: ma come? L'amore per il cane non viene prima di ogni altra cosa?
Che ci importa della provenienza, dell'età , del pedigree e di tutte queste sciocchezze?
ATTENZIONE: il gioco è vecchio e sporco...e funziona a meraviglia da anni. Ma è ora di finirla.
Se il venditore accenna a motivazione sentimentali per sviare le nostre domande, rispondiamogli gentilmente che poiché il cucciolo non ci viene regalato, ma dobbiamo pagare per averlo, siamo "costretti" a tutelarci e a chiedere precise garanzie come avviene per qualsiasi compravendita.
Quindi restiamo fermi nelle nostre richieste, e se non vengono accontentate andiamocene senza accettare compromessi.
Di musetti dolci come quello a cui potremmo rinunciare è pieno il mondo: di truffatori, per fortuna, no.
b) richiedere una garanzia sanitaria (sempre scritta!) di almeno venti giorni. Se il cucciolo fosse in buona salute e regolarmente vaccinato, il negoziante non rischierebbe nulla, fornendola.
Se non vuole farlo, è perché ha la coscienza sporca.
Come ci si può tutelare?
Innanzitutto nel modo più semplice: non comprando cuccioli in negozio né alla fiere, e non comprando cuccioli da nessun sedicente “allevamento†che venda cuccioli di oltre dieci razze.
Allevare è un lavoro impegnativo, difficile, che richiede amore e pazienza: è già difficile farlo con una-due razze. Con dieci è impossibile.
Chi alleva troppo alleva sicuramente male: può essere un “cagnaro nostrano†o un importatore, ma in ogni caso non vi darà molte garanzie di salute, bellezza e carattere. Quindi, meglio evitare in ogni caso.
Se volete un cane a basso costo, se non vi interessa farlo riprodurre, se non vi importa nulla di esposizioni o prove di lavoro…i canili sono ZEPPI di cani di ogni età , sesso, forma e colore che aspettano solo una famiglia.
Perché cercare proprio il cane di razza?
La risposta più classica è : “Perché mi piace esteticamente. E poi perché da un cane di razza so esattamente cosa aspettarmi: so quanto sarà grande, che tipo di pelo avrà , che carattere avrà !â€.
Be’…con i cani dell’Est questo non è MAI vero. Il vostro cucciolo, da adulto, somiglierà – questo sì – alla razza di cui vi eravate innamorati…ma non sarà un BEL rappresentante di quella razza e soprattutto non avrà mai un carattere corrispondente a quello descritto dallo Standard di razza. Un po’ perché, dove non c’è selezione, non ci sono neppure risultati (né morfologici, né caratteriali): un po’ perché il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da TUTTI i cuccioli dell’Est causano immancabilmente problemi di carattere.
Tra i cani dell’Est ho già incontrato personalmente Labrador, husky e golden mordaci, rottweiler timidissimi, beagle inavvicinabili dai bambini e così via.
Se nessuno comprasse più i cuccioli dell’Est, quei poverini che fine farebbero?
Questa domanda sembra assai più sensata di quanto non sia…perché in realtà non dovremmo preoccuparci di “salvare dei cuccioliâ€.
Se nessuno comprasse più cani dell’Est, i negozianti smetterebbero di rifornirsi dagli importatori. Se gli importatori non comprassero più cuccioli, gli allevatori smetterebbero di produrli e si dedicherebbero ad altro.
I cuccioli non vengono al mondo da soli: se nessuno potesse più godere del business a loro legato, si smetterebbe semplicemente di far nascere dei poveri infelici.
Per quanto riguarda quelli già presenti, occorrerebbe SUBITO una legge severa sulle importazioni (legge che NESSUNO sta richiedendo con sufficiente forza: neppure le associazioni animaliste): a questo punto dovrebbe partire una bella indagine sui cuccioli già presenti in Italia. Quelli in perfette condizioni potrebbero essere commercializzati…mentre gli verrebbero sequestrati, affidati a canili sanitari e poi dati in adozione (ma gratuitamente, dopo essere stati curati).
Non so se una legge seria ci sarà mai: noi ci proviamo…ma visto come il Governo ha affrontato il problema dei “cani pericolosiâ€, ho seri dubbi su quello che potrebbe inventare per arginare il traffico dei cani dell’Est.
Quindi, al momento, le uniche cose da fare per contrastare questo traffico sono due:
a) NON COMPRARE cuccioli nati in un canificio:
b) INFORMARE più persone possibile: parenti, amici…e pure nemici, perché troppa gente ancora NON SA. Ed è così che questo traffico prospera: sull’ignoranza del pubblico…e sulla pelle dei cuccioli.
E’ possibile che un negoziante sia in buona fede, e non sappia cosa si nasconde dietro a questo traffico?
Per quella che è la mia personale esperienza, NO. Non è possibile. Semplicemente perché non è possibile che il negoziante consideri “normale†una percentuale di cuccioli malati e/o morti come quella che riguarda i cani dell’Est.
Tutti i commercianti che finora sono stati messi alle strette, anche se al cliente avevano fatto credere di essere degli ignari angioletti, alla fin fine sono risultati perfettamente consapevoli.
E’ dura farglielo ammettere (è stata dura anche per la Guardia di Finanza, nei casi che ha trattato)…ma finora la realtà pare essere sempre e solo questa: negozianti e cagnari sanno benissimo quello che fanno.
ALCUNE CONSEGUENZE DELLA TRATTA DALL'EST
- recrudescenza della diffusione di malattie che erano ormai praticamente SCOMPARSE dal panorama cinofilo italiano, come cimurro e parvovirosi. I cani dell'Est, debilitati e malnutriti, rappresentano un prezioso serbatoio per questi virus che sono tornati ad appestare le nostre città , diffondendosi a macchia l'olio con gravi conseguenze per TUTTI i cani italiani;
- estrema difficoltà di controllo delle malattie genetiche (displasia dell'anca e del gomito, patologie oculari, patologie cardiache ecc).
Quasi tutti i Club di razza si stanno dando un gran daffare per monitorare e selezionare la popolazione canina, escludendo dalla riproduzione i cani portatori di tare: mentre i cani dell'Est sono quasi immancabilmente affetti da tare genetiche, perché su di loro non esiste NESSUN controllo.
Quando arrivano in Italia e l'ENCI - senza alcun controllo - concede loro un pedigree italiano, questi cani vengono quasi immancabilmente messi in riproduzione dai loro proprietari, a cui fa piacere avere una cucciolata (anche perché persistono dicerie infondate come quella secondo cui la cagna "deve" partorire almeno una volta nella vita) e che ovviamente non hanno idea del danno che possono causare alla razza.
La maggior parte delle persone non sa neppure cos'è il controllo delle malattie genetiche: e non capisce che, se è giusto che il mondo sia dei belli e anche dei meno belli...non è giusto che sia anche dei cani malati, almeno quando si avrebbero i mezzi per evitarlo;
- un'infinità di persone letteralmente truffate e di bambini disperati perché il cucciolo tanto sognato gli è morto tra le braccia dopo pochi giorni;
- sensibile danno per l'allevamento italiano di qualità , che pur affrontando spese ed impegni di grande rilevanza rischia di non vendere i propri cuccioli (sani e tipici).
Perché? Ma perché è considerato "troppo caro"!
Commercianti e cagnari, in realtà , riescono a vendere il cucciolo a qualche centinaio di euro in meno: intanto ci stra-guadagnano lo stesso.
Così gli allevatori seri, per stare almeno nelle spese, devono effettivamente vendere i cuccioli a un prezzo più alto di quello che potrebbero tenere se fossero solo loro a coprire la richiesta nazionale.
Infatti, vendendo di più, potrebbero produrre "un po' di più" : certamente non con i ritmi dei canifici, che oltre ai cuccioli stressano anche le cagne facendole coprire ad ogni calore...ma una cucciolata in più all'anno potrebbero pensare di farla.
E producendo di più e avendo un mercato su cui contare potrebbero abbassare leggermente i prezzi.
In questo modo ci sarebbe anche una maggior produzione di qualità su cui contare e tra cui scegliere i migliori riproduttori, per elevare sempre più il livello della nostra cinofilia.
Mentre oggi capita che allevatori serissimi e coscienziosissimi non abbiano prenotazioni , mentre i cuccioli della stessa razza provenienti dall'Est arrivano letteralmente a carrettate, vanno in vetrina e vengono venduti a ritmi vertiginosi.
CONCLUDENDO:
Se possibile, evitate l’acquisto del cucciolo a Natale: ai vostri bambini regalate una foto della razza che avete scelto, con scritto “Buono per l’arrivo di un meraviglioso cucciolo, non appena l’allevatore sarà pronto per consegnarceloâ€.
Ma se proprio DOVETE acquistare il cucciolo sotto le feste, se pensate di non poter sopravvivere un mese in più, se siete assolutamente sicuri che questi siano gli UNICI giorni adatti…allora, vi prego, non comprate cani dell’Est. Per nessun motivo al mondo, qualsiasi favola vi raccontino o provino a raccontarvi.
E se invece avete capito le mie parole, e avete creduto a quella che è semplicemente la verità …parlatene anche con i vostri amici, parenti, conoscenti. Fotocopiate queste pagine e fate opera di volantinaggio.
Spargete la voce più che potete. Perché laddove la legge non arriva a tutelare i cuccioli, forse il passaparola più farlo.
Fonte: http://www.dallapartedelcane.com/caniest.htm
http://www.canidoc.net/locandine/pagina.pdf
Sgominato traffico illegale di cani
In cinque anni importati illegalmente in Italia oltre 70 mila cuccioli da Romania, Ungheria e Repubblica Ceca
MILANO - Importare cuccioli di razza dai Paesi dell’est Europa per rivenderli illegalmente in tutta Italia: è questo il nuovo business delle organizzazioni criminali: «Prima pensavamo che il commercio illegale di cani celasse quello di droga e armi», racconta il maresciallo Marco Mandrelli del Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna, in realtà ci siamo subito accorti che era il cane la fonte di reddito». E i conti sono presto fatti. Maggior margine di guadagno e minori rischi rispetto ad
altre importazioni illegali. Questa terribile speculazione ha visto coinvolti, in cinque anni, oltre 70.000 cuccioli per un giro di affari complessivo di diversi milioni di euro. I cani, acquistati in Paesi come Romania, Ungheria e Repubblica Ceca a una media di 60 euro l’uno venivano svezzati precocemente, maltrattati e rivenduti nel nostro Paese a un prezzo che variava dai 500 ai 1500 euro. Molto spesso le loro condizioni erano così gravi da farli morire, dopo l’effetto delle droghe somministrategli per tenerli vispi e in vita, a pochi giorni dall’acquisto: giusto il tempo per far incassare ai propri aguzzini il guadagno.
ALLEVATORI E VETERINARI - Uno scenario terribile che ha visto la partecipazione di diversi soggetti incensurati, da allevatori a medici veterinari, appartenenti a una rete organizzativa che era ormai ben ramificata su tutto il territorio italiano. Grazie al lavoro del Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna, che coordina l’inchiesta denominata “Black Dogâ€, in collaborazione con l’Enci (l’Ente Nazionale della Cinofilia Italia che si occupa del rilascio dei pedigree), i Comuni, il Corpo Forestale dello Stato e le Asl ci sono i primi indagati e molti sequestri. E non è ancora finita.
L’indagine continua a diversi livelli e con un unico obiettivo: interrompere questi viaggi dell’orrore grazie anche alla collaborazione dei cittadini che devono avere tutte le informazioni per scegliere un cucciolo sano attraverso le vie legali. «A tal fine, precisa Fabrizio Crivellari Direttore Generale dell’Enci, stiamo vagliando una serie di iniziative volte a rafforzare ulteriormente il controllo delle cucciolate sul territorio. A questo proposito ci sono interessanti idee, che nascono proprio dall’esperienza accumulata in questi mesi di collaborazione con la Guardia di Finanza».
LE ORIGINI DELL'INCHIESTA - «Agli uffici della Guardia di Finanza, sono arrivate numerose denunce da parte di cittadini che dichiaravano che il proprio cucciolo di razza era morto, a pochi giorni dall’acquisto, a causa di gravissime malattie come, per esempio, il cimurro» racconta il capitano Gian Luca Berruti che, insieme al maresciallo Mandrelli, è a capo dell’indagine. «I cani venivano acquistati in negozi o allevamenti con presunta autorizzazione Enci, attraverso siti Internet o durante fiere itineranti, come la Fiera del cucciolo presente ogni anno ad Assago e in molti altri paesi e città . Ogni cane era provvisto di certificato medico comprovante la sua buona salute, di regolare microchip, passaporto e pedigree, che poi si sono rivelati falsi o contraffatti, a garanzia del benessere dell’animale e delle sue origini italiane».
LE PERQUISIZIONI - Da queste prime segnalazioni sono iniziate le perquisizioni che hanno permesso di portare alla luce un’organizzazione capillare che si occupava di ogni fase legata alla vendita dei cuccioli: dall’acquisto fuori Italia, all’introduzione nel nostro Paese, alla contraffazione dei documenti, alla commercializzazione vera e propria. «Grazie ai numerosi accertamenti, svolti anche a livello internazionale, è emerso che gli indagati, a oggi 22, disponevano di strutture di base nei Paesi dell’est dove venivano fatti transitare fino a 150 cuccioli ogni due giorni» continua il Capitano Berruti. «I cani, di poco più di un mese di vita, venivano imbottiti di antibiotici e talvolta drogati con un principio attivo derivato dalla vitamina D, in grado di farli crescere nella metà del tempo. Trasportati in camion stracolmi giungevano nei presunti allevamenti abusivi che erano privi dei minimi requisiti igienico sanitari, ambientali ed edilizi previsti dalla legge».
PER I CUCCIOLI SEQUESTRATI: CURE E AFFIDAMENTO - «Tra i cani rinvenuti nei luoghi messi sotto sequestro vi è un alto tasso di mortalità . La loro condizione di salute di solito è drammatica. Nel corso degli anni, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bologna, ormai un punto di riferimento in tutta Italia per questo tipo di indagini, in collaborazione con l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) di Milano, il Corpo Forestale dello Stato e le Asl, ha salvato oltre 1.000 cuccioli che sono stati soccorsi, ospitati presso canili comunali e affidati a famiglie considerate idonee, con la formula della Custodia Giudiziale Gratuita, «una sorta di affido temporaneo» spiega il Capitano Berruti. «È di questi giorni, ad opera del Pubblico Ministero di Bologna Giuseppe Di Giorgio, il provvedimento di riscatto dei primi 100 cani sequestrati a Bologna e provincia» spiega Mandrelli. «Un provvedimento senza precedenti nel nostro Paese - continua il maresciallo - che permetterà di trasformare l’affido temporaneo in una vera e propria adozione perenne, a tutela degli animali e delle famiglie che li hanno accolti».
IL RESTO DEL CARLINO
15 GIUGNO 2007
L'INDAGINE
Importavano cani dall'Est Europa Sgominato un traffico illecito
La Guardia di finanza ha scoperto una rete di allevatori e commercianti coinvolti in una mega truffa. Acquistati per poche decine di euro gli animali venivano rivenduti in Italia con falsi documenti per presentarli come nati, cresciuti e selezionati nel nostro Paese
Bologna, 15 giugno 2007 - Cuccioli di cane acquistati nell'Europa dell'Est per poche decine di euro e poi rivenduti in Italia con falsi documenti per presentarli come animali nati, cresciuti e selezionati nel nostro Paese. Dopo cinque anni di indagini, la Guardia di finanza di Bologna ha scoperto una rete di 1.578 tra allevatori e commercianti coinvolti, di cui 22 già denunciati per associazione a delinquere finalizzata all'importazione illecita di cuccioli, falso, frode, maltrattamento ed esercizio abusivo della professione di veterinario. A dare il via all'attività di indagine delle Fiamme gialle sono stati gli esposti presentati da privati cittadini, che avevano visto i cuccioli acquistati pochi giorni prima ammalarsi e morire. I militari hanno così scoperto l'esistenza di un'organizzazione criminale che importava illecitamente in Italia migliaia di cuccioli di cane di razze pregiate e facilmente commercializzabili da Russia e Romania.
Gli animali venivano raccolti in appositi centri situati in Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, quindi entravano nel nostro Paese dai valichi di frontiera con l'Austria e la Slovenia e in seguito venivano smistati in centinaia di allevamenti e negozi del nord Italia. Grazie alla compiacente collaborazione di medici veterinari, tra cui alcuni dipendenti delle Ausl, i cuccioli venivano 'bonificati', cioé fatti passare come nati e cresciuti in strutture italiane. I cani venivano così provvisti di microchip e certificato di vaccinazione antirabbica contraffatti.
L'operazione consentiva di far lievitare il prezzo dei cuccioli, che venivano acquistati all'estero per 65 euro e poi rivenduti sul mercato nazionale a circa mille. Con questo sistema, spiegano gli uomini della Guardia di Finanza, tra 2002 e 2007, sarebbero stati trafficati oltre 70mila cuccioli, per un volume d'affari di oltre 70 milioni di euro.
Su un campione di 100 allevatori finora presi in esame, 65 si sono rivelati evasori totali e risultano aver venduto con questo metodo 3.787 cuccioli di labrador, dalmata e husky. I cuccioli sequestrati sono stati affidati a persone che ne avevano fatto richiesta anche grazie alla collaborazione dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali) e di altre organizzazioni di volontariato. Gli allevamenti posti sotto sequestro anche perché privi dei requisiti igienico-sanitari previsti per legge, saranno smantellati. L'indagine della Finanza proseguirà con i controlli degli altri soggetti coinvolti.
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Animalieanimali
15 GIUGNO 2007
TRAFFICO DI CUCCIOLI DALL'EST, 22 DENUNCE
Indagine della Guardia di Finanza di Bologna.
Acquistavano cuccioli di cane dell'est Europa per poche decine di euro e li rivendevano in Italia con falsi documenti per presentarli come animali nati, cresciuti e selezionati in allevamenti italiani. Dopo cinque anni di indagini, la guardia di Finanza di Bologna ha denunciato 22 persone per associazione a delinquere finalizzata all'importazione illecita di cuccioli, falso, frode, maltrattamento, ed esercizio abusivo della professione di veterinario.
L'indagine ha preso il via dagli esposti presentati da cittadini, in seguito all'acquisto presso numerosi negozi e allevamenti, di cuccioli di cane che si ammalavano o morivano pochi giorni dopo. Le Fiamme Gialle hanno cosi' scoperto l'esistenza di un'organizzazione criminale che acquistava migliaia di cuccioli di cane di razza in paesi extra Ue.(ANSA)
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IL RESTO DEL CARLINO BOLOGNA
15 GIUGNO 2007
Stroncata la tratta
Pieni di antibiotici e non svezzati i piccoli
di ENRICO BARBETTI
I CUCCIOLI di razza, pagati 1.000 euro dalle famiglie, morivano pochi giorni dopo l’acquisto, per le conseguenze del mancato svezzamento, delle spaventose condizioni di trasporto e della massiccia somministrazione di antibiotici che li tenevano in vita per il tempo strettamente necessario alla vendita. In realtà , come ha scoperto il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Bologna, dietro tutto questo c’era un’organizzazione internazionale, che gestiva un traffico illecito di animali dai Paesi dell’Est, rivenduti in Italia tramite allevamento e negozi compiacenti che acquistavano ogni capo a 65 euro, ben consapevoli della loro provenienza.
CON QUESTO metodo sarebbero stati importati 70mila cuccioli tra il 2005 e il 2007, con un volume d’affari che si aggira sui 70 milioni di euro. L’inchiesta delle Fiamme Gialle ha portato alla denuncia di 22 persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’illecita importazione dei cuccioli, alla loro detenzione in strutture fatiscenti, al falso, alla frode in commercio, al maltrattamento di animali, all’esercizio abusivo della professione di medico veterinario. Fra i componenti della banda sono stati individuati anche dipendenti di Asl che producevano false certificazioni sull’avvenuta nascita dei cuccioli da ‘stalloni’ e ‘fattrici’ italiani, sull’età , la razza e lo stato di salute. A mettere in moto le indagini sono state le numerose denunce presentate dagli acquirenti di cuccioli che sono morti nel giro di qualche giorno. Risalendo la filiera commerciale, i finanzieri sono arrivati alla scoperta dell’organizzazione che acquistava stock di cani, a migliaia, in paesi dell’Est, al prezzo medio di 65 euro, avvalendosi di strutture allestite in Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, ma anche in Italia. Mezzi appositi, in alcuni casi intercettati nel corso dell’inchiesta, provvedevano al trasporto. Sul territorio italiano sono stati scoperti numerosi allevamenti creati e utilizzati dalla banda per la sosta degli animali importati, dove venivano contraffatti i certificati di origine dei cuccioli, necessari per l’iscrizione alle anagrafi canine comunali.
COSÌ regolarizzati, come veri cani di razza italiani, gli animali venivano infine venduti nei negozi o attraverso mostre e fiere del cucciolo organizzate di volta in volta in diverse città . Le Fiamme Gialle hanno anche analizzato le certificazioni rilasciate dall’Ente nazionale cinofilia italiana, individuando ben 1.578 persone residenti in provincia di Bologna che risultavano iscritte come soci allevatori e che avrebbero commercializzato parte dei cani importati illegalmente. Su un campione di 100 allevatori presi in esame sono stati individuati 65 evasori totali che risultano avere venduto 3.787 cuccioli, ognuno dei quali ha fruttato un profitto di 935 euro. Ai titolari degli allevamenti, oltre ai reati addebitati agli altri componenti dell’organizzazione, vengono contestate violazioni ambientali e amministrative relative alla mancanza di autorizzazioni. Sono inoltre in corso gli accertamenti fiscali per determinare l’ammontare dell’evasione. Nel corso dell’operazione è stata assunta come priorità la salvaguardia della salute dei cuccioli. I quali, con la collaborazione di associazioni di volontariato e canili municipali, sono stati affidati a famiglie che ne avevano fatto richiesta e che potranno riscattarli in proprietà .
LE FIAMME Gialle hanno trovato la fattiva collaborazione dell’Ente nazionale protezione animali e in particolare del Nucleo guardie zoofile di Milano, che aveva iniziato a indagare sul fenomeno partendo da una mostra-mercato di cuccioli che si era tenuta nel capoluogo lombardo.
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STEFANO CINOTTI, EX PRESIDE DI VETERINARIA
«Arrivano dalla Bulgaria e dalla Romania e vengono ‘prodotti’ seguendo le mode»
NON È SORPRESO dell’operazione delle Fiamme Gialle, Stefano Cinotti, ordinario di Clinica medico-veterinaria alla facoltà di Veterinaria ad Ozzano.
«Un caso analogo — ricorda l’ex preside della facoltà che è anche presidente della IV sezione del Consiglio superiore del ministero della Salute — si è verificato un paio di mesi fa a Ferrara».
Sta forse dicendo che il problema si sta diffondendo a macchia d’olio?
«Esatto. A parlare sono i fatti. Dopo Ferrara, ora tocca a Bologna».
L’ennesimo traffico di cuccioli. Come è regolata in Italia la loro importazione?
«La norma comunitaria prevede che arrivino solo cani con almeno tre mesi e 21 giorni già vaccinati. Altrimenti, l’ingresso è vietato. Fanno eccezione, i casi in cui il vaccino è registrato per poter essere inoculato ad un’età inferiore ai tre mesi».
Altri requisiti?
«Devono avere il passaporto individuale in cui sono annotate le misure sanitarie a cui sono stati sottoposti e il certificato di buona salute. Capita però, a volte, che manchi il certificato o l’indicazione dell’avvenuta vaccinazione. Questo è un animale irregolare che, nei negozi, può essere venduto con documenti che non corrispondono la vero. E i riveditori spesso ne sono a conoscenza ».
In base alla sua esperienza perché scattano i sequestri?
«In genere il motivo è di natura sanitaria. In qualche caso anche per maltrattamenti».
Da dove provengono questi cuccioli?
«In genere dalla Romania o dalla Bulgaria».
Quali razze vanno per la maggiore?
«Non ci sono preferenze. Si procede in base alle richieste del mercato. Vanno i labrador? E loro ‘producono’ labrador».
Niente meticci?
«No, almeno non ufficiali. Il fatto è che, in questi casi, non conosciamo i ‘genitori’ per cui è difficile dirlo».
I cani clandestini possono venire regolarizzati in qualche modo?
«Può accadere che, nei registri ufficiali, vengano accettate anche certificazioni irregolari».
Dietro tutto questo ci sarà un giro di affari colossale?
«E’ così. Basti pensare che il prezzo di un cucciolo va dagli 800 agli 2000 euro. Per non parlare di tutto ciò che ruota intorno. A partire dal mercato alimentare».
In Italia quanti cuccioli ufficiali ci sono?
«Ogni anno ne nascono e ne muoiono dai 500 mila agli 800mila, 1 milione. Il dato è pressoché costante».
Chi ci rimette di più in tutto questo?
«Intanto chi compra un animale e lo trova in condizioni sanitarie pessime. Poi gli allevatori italiani che, subendo questo fenomeno, vengono messi fuori commercio».
Federica Gieri
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ENPA E GUARDIA FINANZA
Al lavoro per salvare gli amici a 4 zampe
A UN CERTO punto dell’indagine, le loro strade si sono incrociate. Le Fiamme Gialle di Bologna e le guardie zoofile dell’Enpa di Milano stavano seguendo la stessa pista che portava verso i paesi dell’Est. Ora che l’inchiesta è arrivata allo smantellamento dell’organizzazione che importava cuccioli destinati a una morte quasi certa, la soddisfazione dell’Ente nazionale protezione animali è grande.
CI SONO voluti cinque anni di indagini intense e difficili «per trovare il bandolo di una matassa che oggi, finalmente, sembra dipanata», scrive l’Enpa di Milano in una nota firmata dal portavoce Ettore Degli Esposti. «Nelle maglie di questo intricato groviglio ci sono decine di migliaia di animali, cuccioli importati illegalmente dall’Est e messi sul mercato nostrano con documenti falsi, decine di falsi e veri allevatori e importatori di animali — aggiunge l’ente —; il tutto mischiato alle solite mancanze di controllo, spesso anche alle opportune connivenze, in un giro di affari milionario ed un’evasione fiscale che conta cifre di tutto rispetto».
DEL TRAFFICO dai paesi dell’Europa orientale facevano le spese «animali giovanissimi, poco più che lattanti, troppo deboli per affrontare l’esodo forzato e la permanenza in allevamenti lager, pronti ad essere rivenduti in tutta Italia ai negozi di animali o finire nel triste mercato delle fiere del cucciolo — aggiunge la nota —. Ma lo stress, la fatica, la malnutrizione e l’assenza di qualsiasi profilassi, poiché i certificati di vaccinazione sono quasi sempre falsi, hanno sempre chiesto il conto e la scia di cuccioli morti che questo spregevole mercato porta con sé è tristemente nota. Le peggiori patologie virali, che un cucciolo svezzato correttamente e vaccinato supera senza difficoltà , hanno falciato negli anni migliaia di questi animali, spezzato la serenità delle famiglie che li avevano acquistati, marcato l’esperienza di migliaia di bambini in modo spesso indelebile».
LE GUARDIE zoofile dell’Enpa milanese seguono attivamente da anni questo commercio e già nel 2005 avevano svolto lunghe indagini, «nate dal passaggio della Fiera del Cucciolo a Milano, che avevano condotto sullo stesso percorso scoperto dalle Fiamme Gialle di Bologna, con le quali è nato negli ultimi anni uno straordinario rapporto di collaborazione», che ha visto l’Enpa «non soltanto occuparsi di molti cani sotto sequestro, ma anche partecipare in prima persona con il proprio staff veterinario alle perquisizioni più importanti delle indagini».
LA GUARDIA di finanza «ha condotto con merito e passione una straordinaria operazione di repressione di questo fenomeno», afferma la nota, partendo da«poche e semplici denunce di animali morti poco dopo l’acquisto», per arrivare «allo smantellamento di una organizzazione criminale di assoluto livello».
e. b.
Fonte: http://www.unaecoanimali.it/Stampa/traffico_dallest.htm
Cani venduti senza controllo
C'è stata un'interrogazione parlamentare effettuata dal senatore Bucciero sul tema dei cani importasti dai paesi dell'est senza garanzie. Ecco i particolari....
Il fenomeno dell'abbandono è direttamente connesso alle importazioni illegali
Ecco l'interrogazione ai Ministri di Salute e Regioni del senatore Bucciero
su cani e gatti importati e venduti senza controlli.
La mancata attuazione del d.lgs. 633/'96 e delle direttive comunitarie
in materia di trasporto di animali d'affezioni.
I rischi che si corrono se si sceglie di comprare un cucciolo di razza
non hanno nomi attraenti: cimurro, gastroenterite infettiva, ma anche
parossitosi intestinale, dermomicosi e rogna.
Si tratta di malattie pericolose per il cane, e, in alcuni casi, anche per il suo proprietario.
Comprare un cucciolo scegliendolo dalla vetrina di un negozio
specializzato non offre oggi in Italia alcuna garanzia. Né che l'animale
sopravviva, né che il padrone non sia contagiato.
Questo è possibile perché i cani vengono importati dai paesi dell'Est
europeo senza alcun controllo, né preventivo né successivo, e perché non
esiste alcun obbligo da parte del venditore di garantire la buona salute
dell'animale, e tanto meno di identificarne la provenienza.
E' per avere conto di quest'anomalia che ieri Ettore Bucciero (gruppo
Alleanza Nazionale al Senato) ha presentato al ministro della salute
Girolamo Sirchia, e a quello per gli affari regionali Enrico La Loggia,
un'interrogazione parlamentare (con il numero 3-00402).
LA LEGGE QUADRO
Esiste una legge quadro, la 281/'91 in tema di randagismo, una legge
avanzata e competitiva in ambito internazionale, ma che a dieci anni dalla
sua applicazione non ha dato ancora i frutti sperati. Una legge buona,
ma che non funziona. Non funziona principalmente perché le leggi regionali
di attuazione, che sarebbero dovute essere emanate a sei mesi dall'entrata
in vigore della 281, sono arrivate in un tempo 10 volte superiore o non sono
arrivate affatto. Così, non esiste ancora un'anagrafe canina integrata.
Questo è il primo problema.
Il secondo, ma non in ordine di importanza, è la mancata attuazione di
un'altra legge: il decreto legislativo 633 del '96 in tema di trasporto
di animali vivi. Le leggi regionali di attuazione, laddove esistono, o non
risultano coerenti con la norma principale e di fatto, non impongono alcun
obbligo ai venditori, o vengono puntualmente violate per l'esiguità delle
sanzioni previste e per la scarsità dei controlli effettuati.
Per questi motivi, il senatore Bucciero si appella al ministro La Loggia,
chiedendogli di provvedere a un maggior coordinamento tra le varie leggi
regionali e al ministro Sirchia, per ottenere:
1 - che si proceda alla marcatura elettronica obbligatoria dei cani mediante inoculazione sottocutanea, per agevolare i controlli;
2 - che i commercianti registrino carico e scarico degli animali da affezione e ne garantiscano la salute, sottoponendoli a visite, cure e vaccinazioni, per il loro stesso benessere, (con controlli effettuabili dal corpo delle Guardie Zoofile dell'Enpa);
3 - che si intensifichino i controlli degli animali in entrata alle frontiere comunitarie;
4 - che si discuta dell'opportunità di istituire fondazioni miste pubblico-private, promosse dagli enti e dalle associazioni interessate alla materia e mirate alla realizzazione delle finalità della legge 281/'91.
Autore: Dognet
Altri articoli:
http://www.clubcanicompagnia.it/italian ... ina_32.htm
http://www.clubcanicompagnia.it/italian ... ina_33.htm
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cron ... anza.shtml
http://www.tipresentoilcane.com/Archivi ... &anno=2002
http://www.udacomuneroma.it/news/dett_n ... ?NewsId=87
http://www.inseparabile.com/le_novita.htm
http://www.inseparabile.com/testimonia.htm
http://www.ponentenotizie.it/articolo_a ... _art=11971
http://www.romalocale.it/v3/articolo5.a ... COLO=10512






























