La leggenda di San Guinefort.


Nella zona di Lione, a Sandras, tra Chatillon-sur-Chalaronne e Marlieux è sepolto un cane levriero del XIII secolo chiamato San Guinefort o Guignefort.
La sua tomba fu oggetto di devozione popolare visti i miracoli che scaturirono presso la sua tomba, la quale fu oggetto di pellegrinaggi e culto.
La leggenda narra che un cavaliere, padrone del levriero, tornando dalla caccia trovò il cane con i denti insanguinati, la stanza del figlio in fasce sottosopra e la culla rovesciata.
Del bimbo, non vi era nessuna traccia.
Il cavaliere, uccise immediatamente il cane con la sua spada credendo fosse stato proprio il levriero a sbranare il figlio.
Successivamente si accorse che sotto alla culla rovesciata, c’era il bambino illeso ed una vipera morta.
Solo allora capì che il cane aveva salvato il bimbo.
Scoperto l’errore, con pentimento, il cavaliere seppellì il cane in una tomba ricoperta di pietre.
Il luogo divenne meta di pellegrinaggi e numerosi ex-voto venivano portati al santo-cane in ringraziamento dei miracoli e delle grazie che compiva, soprattuto per la tutela dei bambini. Con il tempo e la tradizione orale la sua figura divenne quella di un vero e proprio uomo.
Il suo culto, proibito più volte dalla chiesa, persistette per secoli e venne abolito solo negli anni ’30 dalla chiesa cattolica.
La sua festa cadeva nel periodo della canicola.
Il racconto del cane, erroneamente accusato di attacco contro un bimbo nella sua culla, venne utilizzato da Walt Disney nel film Lilli e il vagabondo, dove il protagonista, il bastardo Biagio (il vagabondo), dopo aver salvato il figlio dei padroni di Lilli dall’attacco di un grosso topo, è ingiustamente accusato di aver aggredito il neonato. Anche in questo caso il ritrovamento del cadavere del topo dietro una tenda chiarisce poi la situazione.

Francesca

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